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Rappresentazione partecipata, rappresentatività progettata e rappresentanza indagata

By 22 Aprile 2020propart

La partecipazione indagata in termini di questione relazionale, interazione sociale che sfrutta le piattaforme interattive come strumenti al servizio di processi e in rapporto all’etica che propongono. “Visione ancillare” anche in risposta e reazione alla crisi democratica. Il bilancio partecipativo come esempio complesso di sperimentazione riconosciuto come spazio di co-decisione che attraversa nel racconto di Giovanni Allegretti varie fasi di integrazione con le tecnologie su cui si “installano”, è il caso di dirlo, i dibattiti sulle problematiche, il potenziale e le ambiguità che si generano. In questo sforzo di aprire la “scatola nera” della partecipazione si apre anche un parallelismo con le tecnologie, entrambi ambiti rivolti alla scoperta di meccanismi sconosciuti e impegnati a provocare miglioramenti. Il lockdown è l’ultima frontiera di fronte alla quale si trovano partecipazione, progettazione e nuove tecnologie per provare a scrivere un nuovo capitolo della epistemologia della complessità alle prese con le sfide dell’efficacia e dell’eticità strutturale.

La partecipazione strutturata. Una definizione laica, in un certo senso “inattaccabile” perché spogliata degli elementi valoriali soggettivi. La partecipazione efficace in un approccio di servizio. Nel toolbox implementare di Andrea Mariotto si inseriscono metodi, tecniche e strumenti che su una variabilità di scale, a seconda del rapporto di committenza, del lavoro su tematiche o su organizzazioni, costruisce un’occasione , un percorso percepito come inusuale, definito in termini di ascolto, di apprendimento, di imprevedibilità grazie allo sviluppo di strategie esplorative capaci di generare esiti inattesi. Centrale il lavoro di costruzione delle expertise che accompagnano i percorsi, nel rispetto delle caratteristiche personali del professionista che contemporaneamente sia capace di restare autenticamente ancorato alla sua specificità e di costruire percorsi e combinazioni ad hoc di strumenti esplorativi, ideativi e deliberativi e corrispettive definizioni dei problemi e degli scenari, progettazione interattiva e supporto alle decisioni.

La partecipazione nel Dibattito pubblico in Italia come esempio di strumento deliberativo di supporto alle decisioni. L’iter del Dibattito Pubblico dall’introduzione della previsione della consultazione pubblica in vista della realizzazione delle grandi opere nell’articolo 22 del Codice degli Appalti in risposta ai conflitti che accompagnano le grandi opere.
Uno strumento che serve ai progettisti per migliorare il progetto attraverso l’ascolto delle posizioni e degli interessi degli attori locali, della collettività, da un punto di vista innanzitutto conoscitivo, per un progetto condiviso e sostenibile.
Dibattito Pubblico contenuto nel DPCM 76/2018 descritto come processo (non puntuale) di informazione (trasparente accessibile e non in fase avanzata), partecipazione (strumento inclusivo in cui tutti i soggetti interessati entrano nel processo decisionale) e confronto pubblico (discussione, processo deliberativo) sulle opportunità, soluzioni progettuali di opere di particolare rilevanza. Novità dell’opzione 0 per parlare dell’opportunità dell’intervento.
“L’opportunità immaginata all’inizio esiste ancora al termine del percorso?”

La Partecipazione in termini di indagine collettiva nella progettazione di processi inclusivi e collaborativi. La registrazione dei processi partecipati e della loro traccia potenziale, “di valenza” che genera una conoscenza utile (usable knowledge). L’indagine collettiva come inquiry che porta alla riscrittura delle agende e dell’attenzione pubblica delle problematiche, socializzandole: Partecipazione definita come strategia di indagine (Fareri), in relazione al cambiamento e in risposta ai meccanismi di impairement. Un vero e proprio intergioco parzialmente ripreso da Lindblom che si interroga sui fattori che inibiscono la costruzione dell’intelligenza collettiva e della partecipazione generativa, in ultima istanza, di un nuovo senso comune. Francesca Gelli, in veste di docente in questa sessione del Master, incardina su questi schemi cognitivi le cornici del pensiero pragmatico e analitico rispetto alla definizione del rapporto tra azione e conoscenza. Diverse le prospettive e le dimensioni della cittadinanza considerate che a seconda dell’approccio inclusivo e/o collaborativo si tentano di coinvolgere. Come in ognuno di questi processi di progettazione si possa “far sì che gli eventi accadano e li scompaginino con creatività?”
Uno slot che finisce con una domanda.

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