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Andrea Mariotto

Andrea Mariotto

Dopo essermi laureato in Architettura a inizio anni 90, ho conseguito il Dottorato di Ricerca in Pianificazione Territoriale e Politiche Pubbliche per il Territorio.

Ho una trentina d’anni di attività lavorativa alle spalle come consulente per amministrazioni pubbliche di tutti i livelli, studi professionali e società private.

Molte attività svolte in questi anni sono riassumibili nelle funzioni di facilitatore e attivatore, ma anche di analista di contesti conflittuali (conflict assessment), e di formatore, dentro e fuori l’Università, visto che sono docente del master da quando è stato istituito, ma mi sono trovato a trattare i principi dell’ascolto e della partecipazione strutturata nelle situazioni più disparate.

Penso fortemente che l’approccio partecipativo sia spendibile a più scale e su più tematiche: dalla piccola associazione che si vuole consolidare, all’organizzazione più strutturata che si vuole rafforzare nelle capacità di dialogo interno, tra i propri membri, ed esterno, potendo giocare un proprio ruolo sul mercato o, più generalmente, nelle politiche pubbliche. Per quanto riguarda gli ambiti tematici, le esperienze spaziano dal trattamento di questioni urbane, ambientali e territoriali, a questioni etiche e sociali; dalla riorganizzazione di un’azienda, all’identificazione di spazi di collaborazione tra soggetti affatto diversi.

Un’esperienza per me fondamentale è stata quella del Laboratorio l’Ombrello, una sorta di spin off universitario, co-fondato con altre colleghe, e operativo nella prima decade del 2000, che ha promosso un gran numero di percorsi di partecipazione in particolare nell’area del nord-est.

Altra esperienza molto formativa mi ha visto membro della Commissione per il Dibattito pubblico sulla Gronda di Genova (2008), presieduta di Luigi Bobbio. Quella per l’Italia fu la prima applicazione a una grande opera del dibattito pubblico ‘alla francese’ e portò a un intenso processo di informazione, consultazione e progettazione partecipata della nuova tratta autostradale ligure.

Tra gli incarichi più recenti, come esempi della varietà di possibili utilizzi dell’approccio partecipativo, mi piace ricordare il supporto fornito allo studio TamAssociati, in qualità di coordinatore del Comitato di Indirizzo per il Padiglione Italia, focalizzato sul rapporto tra architettura e beni comuni, allla 15a Mostra Internazionale di Architettura – Biennale di Venezia (2016).

Sempre in quegli anni ho partecipato ai lavori del gruppo G124 del sen. arch. Renzo Piano, per il quale ho curato il volume sull’esperienza condotta a Venezia-Marghera (2016), e sono stato incaricato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali di organizzare il convegno nazionale Futuro periferie. La cultura rigenera (2017).

Tra il 2018 e il 2020 sono stato chiamato da Associazione Nazionale Comuni Italiani – Anci, in qualità di esperto nazionale in processi partecipativi come formatore nell’ambito del programma Metropoli strategiche (Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020); e ho fatto parte del gruppo di coordinamento per il Piano Strategico Metropolitano della Città Metropolitana di Roma Capitale.

Nel 2022 ho avuto modo di cimentarmi in un nuovo dibattito pubblico sul raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara (primo e secondo lotto inseriti nel Pnrr), con il ruolo di vicecoordinatore.

Collaboro infine da circa un anno con Comin&partners per attività di stakeholder engagement e analisi dei conflitti su progetti infrastrutturali finanziati dal Pnrr.

E sono team manager del progetto Anci – PICCOLI, per l’area Veneto, Friuli V.G, e Provincia di Trento, dove il mio lavoro serve a rilevare i bisogni formativi di un buon numero di Comuni e a coordinare una squadra di esperti per l’attuazione del progetto.